Fascicolo 04 - esteso
Come si legge una scena senza un solo aiuto
The Case of the Golden Idol, Playstack e Color Gray Games. Verdetto 9,3: il più alto dell'archivio, e il più facile da spiegare.
Il meccanismo
Una scena congelata. Dodici persone ferme a metà gesto, un cadavere, una stanza piena di roba. Ci frugate dentro finché non avete raccolto un mucchio di parole: nomi, mestieri, verbi, oggetti. Poi il gioco vi mette davanti un modulo con dei buchi e vi chiede di riempirlo. Chi ha fatto cosa. A chi. Con che nome. Per quale ragione.
Non c'è un tasto per l'aiuto. Non c'è un suggerimento a pagamento. Non c'è un modo di andare avanti che non sia aver capito. Quando sbagliate, il gioco vi dice soltanto che qualcosa non torna e vi lascia lì. È scortese, ed è la cosa più rispettosa che un giallo possa farvi.
Perché prende 10 e 10 nelle prime due voci
L'onestà dell'enigma vale il 30% del verdetto e qui non ho trovato una crepa in tutti i casi principali. Ogni parola che il gioco vi chiede di incastrare l'avete già letta da qualche parte nella scena: su una lettera, su un'insegna, in un registro, ricamata su una divisa. Non esiste il salto logico che si regge sull'intuizione dell'autore invece che sulla vostra. Non esiste la deduzione che funziona solo se avete visto un film.
Gli indizi leggibili valgono il 25% e sono il motivo per cui la riedizione per telefoni ha senso di esistere. Zoomate con due dita, il testo resta nitido, gli oggetti si toccano senza sbagliare mira. Su un Pixel 6a da 6,1 pollici, che è il mio metro dichiarato, non ho mai dovuto avvicinare gli occhi allo schermo. Per un gioco nato su computer è un porto fatto bene, non un ridimensionamento.
Dove perde i sette decimi
Atmosfera 8. È un gioco di pupazzi immobili e la cosa è voluta, ma dopo il quinto caso la tavolozza fangosa comincia a stancare e le stanze si somigliano. Non vi resta addosso come vi resta Rusty Lake: quando spegnete il telefono, avete finito.
Valore 8. I primi casi sono gratis e il resto costa 6,99 euro: prezzo dichiarato in anticipo, nessuna pubblicità, nessuna trappola. Non arriva a 10 solo perché Roots, a tre euro e senza un singolo acquisto in-app, resta il metro di paragone in questa voce.
Scrittura 9. La prosa d'epoca è misurata e non fa mai la spiritosa. Il decimo che manca è quello che tengo sempre da parte, per la carta che salta fuori dopo.
La lingua, che qui è il vero problema
È solo in inglese, e devo insistere perché è l'unica cosa che potrebbe rendervi inutile tutto il resto di questa pagina. Non è l'inglese dei menu, che si impara in due sere. È inglese d'epoca, con cariche, titoli nobiliari, termini legali e nomi propri che dovete incastrare voi nelle caselle giuste. Il gioco non è difficile malgrado l'inglese: il gioco è l'inglese, perché la deduzione si fa scegliendo le parole.
Detto senza giri: con un inglese scritto scolastico ci si arena al terzo caso, e sarebbe disonesto darvi un 9,3 fingendo che il problema non esista. Se leggete l'inglese con una certa comodità, questo è il gioco da cui cominciare in tutto l'archivio. Se non lo leggete, andate al fascicolo 03: Roots è in italiano e prende 8,9.
La casella vuota
La riedizione per telefoni pubblicata da Playstack è recente e su Google Play non ha ancora una valutazione. Girano altri due numeri e nessuno dei due riguarda quest'app: quello della versione per computer, uscita nel 2022, e quello della build che sta nel catalogo Netflix Games, arrivata sui telefoni a giugno del 2024. Prestarne uno alla casella sarebbe comodo e sarebbe falso, perché sono voti dati ad altro software da altre persone in altre condizioni.
Quindi la casella resta vuota, e in tabella c'è scritto "nessuna valutazione su Google Play". Un dato inventato che sembra giusto è peggio di una casella vuota: la casella almeno vi avverte.
Nota per chi cerca: sullo store esistono due voci diverse. Quella di cui parlo qui è la versione indipendente di Playstack, che si scarica e si paga da sola. L'altra è la build Netflix, che richiede un abbonamento attivo. I pulsanti qui sotto puntano alla prima.
La storia dietro
Lo hanno fatto due fratelli lettoni, Ernests e Andrejs Klavins, con uno studio di due persone chiamato Color Gray Games. Quando uscì su computer nel 2022 mezza stampa lo chiamò "l'Obra Dinn dell'anno": è un complimento pesante, perché Return of the Obra Dinn è il gioco che ha inventato questo modo di dedurre, e per una volta il paragone sta in piedi invece di essere una pigrizia da titolo.
9,3/ 10
(10 x 0,30) + (10 x 0,25) + (9 x 0,20) + (8 x 0,15) + (8 x 0,10) = 9,3. Il metodo.
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Fascicolo chiuso il 15 luglio 2026